sabato 27 novembre 2010

ANTONIO CANOVA


Antonio Canova (Possagno, 1º novembre 1757 – Venezia, 13 ottobre 1822) è stato uno scultore italiano, ritenuto il massimo esponente del Neoclassicismo e soprannominato per questo il nuovo Fidia.
Fu soprattutto il cantore della bellezza ideale femminile, priva di affettazioni: basti a tale proposito ricordare le opere ispirate alle tre Grazie e a Ebe, oppure alcuni suoi capolavori come Venere uscente dal bagno, la Venere Italica e la statua dedicata a Paolina Borghese. La sua arte ed il suo genio ebbero una grande e decisiva influenza nella scultura dell'epoca.
Iniziò giovanissimo il proprio apprendistato e lo svolse esclusivamente nella città di Venezia, distante circa 80 km dal suo paese natale, Possagno. Nella città lagunare iniziò a scolpire le sue prime opere. L'ambiente veneziano fu per il giovane Canova quello della sua formazione. Egli subì, specialmente nel primo periodo di produzione artistica, l'influenza ed il fascino dello scultore del Seicento Gian Lorenzo Bernini, indiscusso maestro dello stile barocco.
Ventiduenne, si trasferì a Roma dove ebbe modo di incontrare e conoscere i maggiori protagonisti dell'arte neoclassica, inserendosi anch'egli in quel clima di capitale della cultura che era la città capitolina del Settecento. Dopo la sua scomparsa, per tutto l'arco dell'Ottocento, per quanto riguarda l'arte della scultura, i critici sono concordi nel sostenere come l'Italia non abbia svolto un ruolo di primo piano nel panorama europeo.
Canova rimase orfano del padre all'età di appena quattro anni. La madre, Angela Zardo, dopo non molto tempo contrasse un nuovo matrimonio con Francesco Sartori e si trasferì nel suo paese natale, Crespano.
La sensibilità di Antonio Canova assorbì questi eventi molto profondamente, tanto da restarne segnato per tutta la vita.
Antonio restò a Possagno con il nonno, Pasino Canova (1711-1794)[1], tagliapietre ed anche scultore locale di discreta fama. Questi, avendone intuito la vocazione all'arte della scultura, si procurò di avviarlo e guidarlo nei suoi primi passi. Già da ragazzino, infatti, il Canova dimostrò di possedere una predisposizione per la scultura modellando, con l'argilla di Possagno, opere piccole, ma già bellissime.

Nel 1775, diciottenne e in cerca di nuovi stimoli e nuove esperienze, lasciò lo studio dei Torretti e si mise in proprio, aprendo una sua bottega d'arte da dove incominciò l'ascesa artistica che lo doveva rendere famoso, prima a Venezia, nel Veneto ed in Lombardia, e poi, piano piano, in tutta l'Europa. Le prime opere da lui prodotte furono: Orfeo ed Euridice (1776) e Dedalo e Icaro (1779), eseguito per il procuratore Pietro Vittor Pisani.
Lasciata da parte l'influenza della scultura settecentesca, s'ispirò alla classicità greca, senza però mai cadere nell'imitazione.
PITTURA
Antonio Canova svolse anche l'attività di pittore, ma in questo campo artistico non eccelse, producendo opere che non potevano essere confrontate con lo splendore e la magnificenza delle sue sculture; pertanto, come pittore, fu sempre considerato un artista non di primo piano.
Durante l'occupazione di Roma da parte dei francesi, egli abbandonò la città, per fare ritorno al suo paese natale, Possagno. Nei due anni che vi soggiornò, si dedicò quasi esclusivamente alla pittura.
Lo stesso Canova nutriva dubbi sulla sua produzione artistica su tela. In essa però si possono leggere, in trasparenza, la forte emotività dell'artista, le passioni ed i dubbi che egli andava rimuovendo nella sua produzione statuaria ufficiale.
A qualche suo fedele amico il Canova confidava che dipingeva solo per sé e questo ci fa comprendere meglio la sua ritrosia nel mostrare al pubblico queste opere che, a volte, quasi nascondeva. Non è un caso infatti che l'opera pittorica del Canova sia in buona parte, o quasi tutta, sempre rimasta di proprietà dell'artista: oggi è possibile vedere la raccolta nel Museo Gipsoteca Canoviana di Possagno, in quella che fu la sua casa natale. In essa si trovano circa 300 opere dell'artista, in buona parte provenienti dallo studio romano del Canova.

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